Italian priest with coronavirus who gave his ventilator to younger patient has reportedly died
Hat tip, Newser, which is 100% click bait.
I suspect that a lot of 72-year-olds would do the same thing.
Italian priest with coronavirus who gave his ventilator to younger patient has reportedly died
Ryan W. Miller
USA TODAY
Published 11:31 a.m. ET Mar. 24, 2020
An Italian priest who contracted the new coronavirus died after he gave up a ventilator so a younger patient could have one, local media reports say.
Don Giuseppe Berardelli, 72, was the archpriest of Casnigo, a town in northern Italy about 50 miles northeast of Milan.
According to Italian news site Prima Bergamo, Berardelli died sometime between March 15 and 16 and was being treated at a hospital in nearby Lovere, as his condition worsened.
A health care worker at the hospital told the Italian online news outlet Araberarathat Berardelli was given a ventilator but the priest refused it so someone who was younger than him could use it.
In northern Italy, where Berardelli lived, health care professionals have struggled with limited resources to treat the mass influx of patients battling COVID-19, the disease caused by the new coronavirus.
If you insist:
Don Giuseppe Berardelli morto sul campo, da prete, ha rinunciato al respiratore per donarlo a uno più giovane
Di Piero Bonicelli -23 marzo 2020
Sembra una frase fatta, morto sul campo. Don Giuseppe era arciprete di Casnigo ormai da quasi quattordici anni e avrebbe concluso la sua missione a Casnigo. Lha conclusa prima, in un ospedale, a Lovere, colpito dal coronavirus. Già lo scorso anno aveva avuto problemi di salute. Il suo sorriso perenne, la sua disponibilità, ma anche il suo attivismo nella realizzazione di opere importanti e costose, quel sorriso nascondeva le preoccupazioni. Era una persona semplice, schietta, di una grande gentilezza e disponibilità verso tutti, credenti e non credenti. Il suo saluto era pace e bene. Sempre cordiale e disponibile verso lamministrazione pubblica, le associazioni e non solo quelle della parrocchia, partecipava a tutte le manifestazioni senza essere mai invadente. Alla festa dei coscritti del 47 non mancava mai. Perfino per le veglie funebri chiedeva prima ai parenti se fosse gradita la sua presenza, per dire la discrezione che aveva. Era amato da tutti, da Fiorano arrivavano ancora i suoi ex parrocchiani dopo anni a trovarlo. Ma aveva anche una capacità incredibile di risolvere i problemi economici, di bussare alle porte giuste per avere aiuti. Si muoveva con il suo galletto e quel casco vecchio che sembrava quello di sturmtruppen, ha valorizzato i santuari (lultima grana era il tetto della Trinità
) e il recupero della sagrestia opera di Ignazio Hillipront . E naturalmente il nuovo Oratorio, la sua opera maggiore che lo ha preoccupato parecchio. Un arciprete amato da tutti. Questa la testimonianza di Giuseppe Imberti, a lungo sindaco di Casnigo.
Don Giuseppe è morto da prete.
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